BRASILE 2010: MANAUS-SAO LUIS-SALVADOR

Luciano e Marcia : dal 11/12/2010 al 05/01/2011

E' andata.... le ferie si sa finiscono subito, e le nostre sono volate. L'itinerario di quest'anno prevedeva tappe a Manaus, São Luís e Salvador. Il viaggio di andata Alitalia Roma-San Paolo fila via che è una bellezza; arrivati a San Paolo, dopo le veloci formalità di ingresso, troviamo già i bagagli sul nastro (proprio come a fiumicino). Veloce tour della città, che già conosciamo, in attesa del volo per Manaus. Un lungo sonno addolcisce le tre ore e mezzo di volo che ci dividono da Manaus. Devo dire che la città non è cambiata rispetto alla mia ultima visita anche se sono cresciuti molti palazzi che hanno alterato la caratteristica che vedeva la città estesa in largo e non in alto. Sono in programma molti lavori per i prossimi Mondiali del 2014, ma per ora nessuna traccia e devo dire che la prima cosa che dovranno rifare è l'aeroporto; antico e inadeguato ad alti volumi di traffico. Proprio a causa di ciò il nostro viaggio per São Luís si è trasformato in odissea; volo cancellato e rinviato al giorno seguente.

 

Tornando a Manaus città, in questa visita ho avuto modo di (ri)visitare Il meraviglioso teatro Amazonas, l'IMPA che è una sorta di giardino botanico dove sono custodite tartarughe, coccodrilli, lontre, diamantini, il serpente elettrico e la cutia, una sorta di pantegana che se la incontri in Italia fuggi dalla paura. Caratteristico il mercatino (feirinha) della domenica mattina; la caotica e agitata Rua Eduardo Ribeiro, si trasforma in isola pedonale, centinaia di baracche appaiono per vendere ogni cosa. Le più gettonate sono comunque quelle che preparano le colazioni: difficile trovare posto a sedere, ma l'attesa viene premiata: i succhi di frutta sono speciali, tapioca, pão de cajo e dolci vari.

Con un giorno di ritardo rispetto al nostro programma, arriviamo a São Luís; già dall'aeroporto si percepisce che la capitale dello stato federale del Maranhão è piccola e ancora lontana dallo stress delle grandi metropoli. Sulla strada che collega l'aeroporto con il nostro albergo, notiamo case molto popolari, alcune in legno altre in mattoni ma senza intonaco e molti carretti trainati da muli, usati come mezzo di trasporto.

Fa rabbia vedere una città potenzialmente bellissima che non ha minimamente cura dell'immenso patrimonio storico coloniale di cui dispone e devo dire che nonostante il mio immenso amore per il Brasile (che mi fa perdonare difetti che non tollero in Italia), sono rimasto profondamente deluso da questa città. Ho anche visto un servizio televisivo che parlava della città che diceva in pratica le cose che io vi ho appena descritto, aggiungendo tra l'altro un problema di sicurezza, che non mi aspettavo e di certo non è una bella cosa.

Bagnata dalle acque tiepide della baia di São Marcos e dall’Oceano Atlantico, a causa della sua vicinanza all'equatore, São Luís non ha delle vere e proprie stagioni (come le nostre per intendersi): esiste la stagione secca da agosto a dicembre, e la stagione delle piogge, da gennaio a luglio; le temperature oscillano tra i 22 e 35 gradi tutto l'anno. Con un vento delizioso che ammortizza il calore del sole, la città si sviluppa su un'isola collegata alla terraferma da un ponte. Le spiagge che caratterizzano la città, Ponta d’Areia, São Marcos, non offrono un mare limpido a causa del residuo della foce del Rio delle Amazzoni che lo rende di un marroncino poco rassicurante. Senz'altro migliori Praia do Calhau con dune di sabbia giallastra e la spiaggia Olho d’Água mentre nella Praia do Meio, grazie ai forti venti dei mesi da luglio a dicembre, è possibile la pratica di sport nautici a vela con acqua chiara, pulita e adatta agli amanti del kite surf.

Il centro storisco costituisce la caratteristica principale della città, decorato con un incalcolabile numero di piastrelle che le hanno fatto assegnare il nome di "Città delle Tegole" é stato riconosciuto Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO. Come già detto però, purtroppo lo stato di abbandono è notevole e questo bellissimo centro storico va sempre più deteriorandosi.
Il quartiere di Praia Grande con le sue antiche residenze coperte da lastre in ceramica di vari colori e formati e stradine lastricate di cantaria, è la testimonianza della ricchezza del passato.
Durante la nostra visita abbiamo ammirato il Teatro Arthur Azevedo del 1817, in stile neoclassico e recentemente ristrutturato, il Museo storico e artistico del Maranhão in una casa grande del XIXº secolo, che possiede nella sua collezione oggetti e indumenti riferenti il periodo storico, con la ricostruzione con oggetti originali delle stanze esistenti. Attiguo ad esso il museo di arte sacra possiede una collezione di statue di santi e di abiti ed oggetti sacri. Il museo das Artes Visuais raccoglie parti delle ceramiche e piastrelle portoghesi, inglesi, francesi e tedesche del XVIII secolo, che decoravano i palazzi di São Luís ed altre opere di artisti maranhensi. Nel mercatino Casa das Tulhas (Casa dei Granai), del 1820, si possono acquistare oggetti tipici dell’artigianato del Maranhão, prodotti con fibre naturali, diversi tipi di merletti ed oggetti di ceramica.
La IGREJA DA SÉ é edificata dai gesuiti nel 1762 in onore di Santa Maria della Vittoria, apparsa nella battaglia di Guaxenduba in appoggio dei portoghesi nella guerra contro i francesi. Diversi rinnovamenti ne hanno cambiato il suo stile a neoclassico. La chiesa ha l’altare-maggiore in oro e bellissimi dipinti sui muri. E' stata oggetto di una visita di Papa Wojtyla e la sedia usata durante la messa da lui celebrata è conservata come reliquia.
Il Palacio dos Leões (Palazzo dei Leoni) fu originalmente una fortificazione edificata dai francesi (1612) e dopo numerose demolizioni e ricostruzioni trasformata in un palazzo (1872) ora sede del Governo dello stato del Maranhao. L’antico mercato degli schiavi funzionava in una casa a due piani in stile coloniale del XIXº secolo chiamata Cafua das Mercês.

Mangiare bene a São Luís é molto facile: si può provare tutto ciò che offre l’esotica gastronomia del Maranhão con pesci e frutti di mare alla base dei piatti locali: caldeiradas (specie di zuppe a base di frutti di mare), in umido e torte salate, deliziose grigliate. I dessert sono fatti con la frutta della zona come il cupuaçu, il mango e il bacuri un frutto che contine notevoli quantità di fosforo, ferro e vitamina C.

Abbiamo fatto una divertente gita nel villagio di pescatori di Raposa, con relativo giro in barca in una sorta di Lencois dei poveri con belle dune di sabbia bianca. Un bel bagno nelle calde acque marine e poi ritorno a Raposa, con visita al mercatino artiginale e pranzo in un carattestico locale (Capote) assolutamente consigliabile. Dopo pranzo andiamo a Sao Jose de Ribamar, una cittadina molto religiosa sinonimo di pace e tranquillità, dove giganteggia il monumento di Sao Jose patrono dei marinai (quarto per altezza in Brasile). Una leggenda dice che la chiesa del paese crollò due volte fino a quando non venne esaudito il desiderio del Santo che la voleva in riva al mare. Qui esiste anche la copia della grotta di Lourdes molto visitata dai fedeli.

Con una traversata di 45 minuti (ma questo tour lo sconsiglio) é possibile raggiungere Alcantara, dove si mescolano sensazioni antiche e moderne. Da un lato rovine dei tempi che furono, anche in questo caso lasciate all'abbandono, dall'altro il più avanzato centro spaziale del Sudamerica, dove é preclusa ogni possibilità di visita, a meno di improbabili permessi dalle autorità brasiliane.

La visita a São Luís non deve durare più di due giorni che sono assolutamente sufficenti per vedere i monumenti del posto, fare un pò di vita notturna e gustare la deliziosa cucina a base di frutti di mare.

Per ammirare la vera attrattiva del Maranhao, il Lencois Maranhenses, é consigliato spostarsi a Barrerinhas. Tra São Luís e Barrerinhas bisogna percorrere circa quattro ore di auto in una strada abbastanza confortevole, da lì con dei 4x4 si arriva a un vero e proprio santuario ecologico soprannominato il "Sahara brasiliano" per le sue alte dune di sabbia bianca, intervallate da laghi di acqua pura e cristallina, da formare un panorama primitivo di incomparabile bellezza. Ma attenzione, per vederlo nel suo pieno splendore é meglio andare nel periodo marzo-giugno quando le pioggie sono più abbondanti ed i laghi sono tutti pieni.
Il grande Rio Preguica divide il parco in due: Grandi Lencois e Piccoli Lencois. In quest'oasi vivono alcune specie in via d'estinzione, come le tartarughe marine giganti. nell'area sopravvivono piccoli villaggi, dove la maggior parte della popolazione pratica ancora la pesca seguendo i metodi più tradizionali.
Se decidete di fare l'escursione direttamente da São Luís (ma é un vero tour de force) contrattate il prezzo: ci sono belle differenze tra una agenzia e l'altra per avere praticamente lo stesso servizio.

Due parole anche sull'arbergo che ci ha ospitato, il Praia Mar della catena Best Western: tutto sommato sufficentemente attrezzato (ma il costo é troppo alto) con tv, internet veloce, pulito; ha però un grandissimo handicap, si trova cioè ubicato in una zona abbastanza isolata, per cui la notte è sconsigliato uscire e per raggiungere il centro abitato bisogna ogni volta prendere un taxi.

Per non farci mancare niente, anche il volo São Luís/Salvador ha subito una cancellazione; e qui voglio aprire una parentesi sulla TAM la compagnia principale brasiliana: (se potete) evitatela nei periodi di alta stagione, scioperi, ritardi e cancellazioni sono frequenti e l'informazione e l'assistenza sono molto carenti.

A Salvador concludiamo, come al solito, la nostra vacanza. La città che ormai conosciamo benissimo, non ci riserva sorprese negative ma é sorprendente vedere come le cose cambiano di anno in anno. Salvador rappresenta il cambiamento del Brasile in forte sviluppo economico. Anche Salvador sarà sede della Coppa del 2014 e quest'anno ha potuto festeggiare il riconoscimento dalla CBF, (la federcalcio brasiliana) della vittoria del primo campionato brasiliano nel 1959 ed il ritorno nella massima serie del Bahia, con massima gioia dei suoi torcedor che mostrano orgogliosi divise e bandiere della squadra.
Della città vi ho già raccontato in altri racconti e quindi non mi dilungo nel resoconto; lì abbiamo raggiunto due amici, Carla e Roberto, che per la prima volta visitavano Salvador e che ci hanno fatto rivalutare la spiaggia cittadina che noi avevamo spesso trascurato per lidi più distanti dal centro. Anche loro sono rimasti affascinati dalla città, una meta da non escludere in eventuali tour vogliate organizzare in terra brasiliana.

 

By PLAVEB