FINALMENTE RIO

Luciano e Marcia : Gennaio 2012

Cristo Redentor

Lasciamo Salvador con la solita malinconia, è inutile nascondere che la adoriamo, il sole, il mare, l'allegria, fanno parte di noi e ogni volta partire è più difficile. Ma questa volta, per concludere la nostra vacanza abbiamo scelto Rio de Janeiro. Ho scelto a mio rischio e pericolo (Marcia era scettica) poichè c'eramo già stati, quattro anni fa, ma la pioggia rovinò la nostra visita. Mi hanno poi raccontato che anche gli anni seguenti la storia non è cambiata. Sembra che Rio rischia a dicembre di offrire tanta pioggia ai suoi visitatori.
Partiamo con il volo di mezzogiorno, due ore e venti di aereo ed atterriamo al Galeao....un occhio fuori dal finestrino.... piove. Un senso di frustrazione ci attanaglia; dal sole alla pioggia, sembrava tutto scritto. Prendiamo un taxi e di corsa verso il nostro albergo (MAR PALACE COPACABANA, prenotato su booking.com) che si rivela una ottima scelta.

Formalità di rito, doccia e usciamo per prendere contatto con la città; ma piove. Non ci rimane che capitolare e rifugiarsi (ahimé) in un centro commerciale. Cerco conforto dal mio iphone, mi tuffo su internet per le previsioni meteo: danno tempo in miglioramento e niente pioggia per i giorni a seguire e fatti i dovuti scongiuri mi auguro che ci indovinino. Non è stato un bell'inizio, ma la giornata passa e torniamo in albergo.
Come nostro solito molto presto ci svegliamo e il primo gesto è quello di correre alla finestra per vedere il tempo... evviva, non piove... qualche nuvola, ma non piove. Ci siamo riproposti di andare sul Corcovado a vedere il Cristo Redentor, andremo da soli con i mezzi pubblici. Saliamo sul 583 (ferma proprio vicino al nostro albergo) che ci porta direttamente al Corcovado. Da lì parte il trenino a cremagliera che ci porterà in vetta, fino a 700 m. sul livello del mare.
Consiglio importante: fate come noi andate alla partenza prestissimo, noi alle otto e venti eravamo lì ed abbiamo fatto una piccola fila per entrare ed abbiamo potuto prendere il trenino delle nove per salire, quando siamo scesi (11 circa) c'era una fila inimmaginabile. Il biglietto di salita costa 43 R$ (32 euro al cambio del momento). I due vagoni del trenino, arrancano sulle salite della foresta di Tijuca, che a occhio arrivano al 45% di pendenza. Lo spettacolo che offre la "mata" (foresta) è bellissimo, alberi di Jaca, orchidee ed all'improvviso si apre uno scenario meraviglioso, in basso una vista mozzafiato di Rio, delle spiaggie, del lago Rodrigo de Freitas dove si erge l'albero di Natale della città e del jockey club (ippodromo). E poi LUI.... il Cristo Redentor. La maestosità della statua (38 metri di altezza) offre immediatamente una sensazione di stupore e reverenza.... emoziona. Fu inaugurata nel 1931 e dal 2007 è inserita tra le sette meraviglie del mondo. Curiosità: la statua di Gesù è stata la più alta al mondo fino al 2010, finquando non è stata inaugurata una più alta in Polonia.
Rimaniamo il tempo necessario per fare moltisssime foto e godere di una vista imperdibile di tutta la città. La discesa con il trenino rende ancora di più l'idea della pendenza del percorso; quando arriviamo in basso decidiamo di proseguire la nostra visita alla città andando verso il centro. Vogliamo fare un giro sul tram di Santa Teresa, una delle caratteristiche delle città; il sistema tranviario che risale addirittura al 1896 é il più antico del mondo. Purtroppo riceviamo una brutta notizia: a seguito di un grave incidente, le autorità hanno sospeso l'attività del "bondinho" e quindi niente giro.
Arrivati a Lapa, ammiriamo subito gli archi dell'acquedotto sul quale trasitava il "bonde", da lì ci dirigiamo verso la collina che ospita Santa Teresa uno dei quartieri più caratteristici della città di Rio de Janeiro. Lì il tempo sembra essersi fermato con le sue famose piazzette, i vicoli e le strade acciottolate risalenti all'epoca coloniale. Sedotti dal fascino di Santa Teresa, artisti ed intellettuali vi si sono stabiliti trasformandola nella Montmartre brasiliana. Lì si trova una curiosa scala, ideata e realizzata dall'artista cileno Selaron, formata da 250 gradini rivestiti da ceramiche giunte da utto il mondo; oggi l'opera è celebrata come monumento, ma è nata come opera abusiva e non autizzata. Curiosità culinaria: nel quartiere di S.Teresa si trova un caratteristico e raffinato ristorante che da 15 anni propone tutti i piatti della tradizione brasiliana, in particolare della cucina mineira: il suo nome è Aprazivel. Ci spostiamo in centro ci troviamo davanti il teatro municipale; costruito all'inizio del XX secolo su ispirazione francese é uno dei più importanti e belli del Brasile. Lì accanto notiamo una chiesa che scopriamo essere di Sant'Antonio Frei Galvao (primo Santo brasiliano) e saliamo a vederla, ma la vera sorpresa ce la riserva una piccola chiesa adiacente: la Igreja de Sao Francisco da Penitencia (proprio come a Salvador) è interamente decorata e rivestista d'oro e contiene una statua dedicata a Santa Rosa di Viterbo.
Proseguiamo il nostro giro ed arriviamo a quella che fu la prima cattedrale di Rio: l'Igreja de Nossa Senhora do Rosário e São Benedito risale al 1725 che fu anche sede del Senato fino al 1822. Strano a dirsi ma Rio città del samba, del calcio, del carnevale accoglie moltissime chiese, tutte con un suo fascino. Proseguiamo ed incontriamo subito la chiesa di São Francisco de Paula, iniziata nel 1759 ed inaugurata nel 1865, alla presenza di D. Pedro II. La decorazione interna è stata realizzata in parte dal Maestro Valentino. Nel centro finanziario di Rio de Janeiro troviamo Nostra Signora della Candelora, una chiesa monumentale in stile neoclassico. La chiesa nasce da una promessa fatta da una coppia spagnola, durante la tempesta, rischiando di affondare, promisero di istituire un santuario di Nostra Signora della Candelaria nel primo porto che avessero incontrato.
La nostra visita ai luoghi sacri di Rio prosegue con il Mosteiro de São Bento e l'Igreja de Nossa Senhora Monserrate. Il monastero è un punto di riferimento del
barocco brasiliano ed è stato costruito dai monaci Benedettini tra il 1617 e il 1669. L'interno della chiesa è una meraviglia, con i suoi decori in legno di palissandro e oro, molto oro. Ci dicono che la messa della domenica sia da non perdere grazie ai canti gregoriani che l'accompagnano.
Come primo giorno non abbiamo scherzato, torniamo in albergo stanchissimi e ci prepariamo per andare a cena. Seguendo il consiglio di Antonia (l'amica del racconto Sirene, surf e balene del Brasile) siamo andati a cenare al "Galeto" ed effettivamente abbiamo mangiato bene ad un buon prezzo.
Rispettando quella che è una nostra prerogativa, anche il giorno successivo ci svegliamo prestissimo e ci prepariamo alla visita al Pao de Açucar. Dalla tranquilla Praia Vermelha inizia il tratto della teleferica, inaugurata nel 1912, che con due tappe sale al Pan di Zucchero. Di lì si può godere di una vista spettacolare della Baia di Guanabara, del ponte Rio-Niteroi e di alcune delle spiagge più famose di Rio: Cocapabana e Botafogo. Si vedono benissimo anche le piste dell'aeroporto Santo Dumont (il più piccolo) e stupiscono le manovre degli aerei che atterrano e decollano.
Purtroppo il giro in elicottero che avevamo programmato salta a causa dei nuvoloni che circondano il Corcovado. Torniamo a terra e ci avviamo a piedi verso praia do Flamengo, un pò più lontana di quanto pensavamo; arrivati lì ammiriamo una bella spiaggia, attrezzata per i bagnati che non ha nulla da invidiare alla più famosa Copacabana. Proseguimo il giro ed arriviamo al S.Dumont: lo spettacolo dei decolli e degli atterraggi che avevavo visto dal Pan di Zucchero è ancora più affascinante con gli aerei che passano vicinissimi.
Riprendiamo poi il giro del giorno precedente nei luoghi di culto della città. Vogliamo vedere la chiesa Outeiro da Glória, che erroneamente credevamo la più antica di Rio. Costruita nel 1739, la chiesa fu luogo del battesimo di D. Pedro II. Nel suo interno dei bellissimi azuleJos. A questo punto si è fatto tardi, siamo relativamente vicini all'hotel e decidiamo di tornare (sempre a piedi). Sulla strada incontriamo la Basilica Imaculada Conceiçao risalente al 1735, ma la sua facciata ha subito varie riforme. Il prevalente stile barocco ed il design del maestro Valentino la caratterizzano. Riprendendo la via del ritorno, vediamo passare diversi autobus che transitano nei pressi del nostro albergo e cediamo alla tentazione.
Il terzo giorno lo dedichiamo ai musei: il museo storico ed il museo navale. Il museo storico nazionale di Rio de Janeiro (Museu Historico Nacional) è una tappa fondamentale per chi vuole approfondire la propria conoscenza del paese, ospita ed espone originali collezioni sugli aspetti sociali ed economici della storia del Brasile con una collezione permanente di oltre 277 mila opere, tra le quali pezzi d’inestimabile valore tra quadri, armi, carrozze, mobiliario e rarità, come la penna utilizzata dalla Pricipessa Isabel per firmare la Legge Aurea, che ha abolito la schiavitù in Brasile. Favoloso. Anche il museo navale si dimostra interessante con mezzi come il sommergibile Riachuelo, l'elicottero della Marina e la torpediniera "C.te Bauru".

Ma le spiaggie ??? in questa nostra visita a Rio le abbiamo "snobbate" e ci dedicheremo a loro magari la prossima volta: Flamengo, Botafogo, Urca, Praia Vermelha ma soprattutto Copacabana e Ipanema.
La nostra permanenza a Rio è terminata, il volo Alitalia che ci riporterà a Roma ci attende. Rio si è fatta perdonare e ci ha offerto il meglio di se, regalandoci una vacanza da incorniciare.

 

By PLAVEB